Go Home

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A Roma, durante una manifestazione contro l’apertura di un centro d’accoglienza, si scatena un’apocalisse zombie: solo l’interno del centro sembra essere sicuro e gli ospiti faranno di tutto per restare in vita.

Go Home è un horror allegorico, uno zombie movie.

Lungi però dall’essere un horror “fine a sé stesso”, vuole riprendere la tradizione del genere, partendo dalla “lettura” di colui che l’ha creato: George A.Romero. Il regista, grazie ai suoi film, intendeva svelare le contraddizioni all’interno della società americana. E come Romero, con Dawn of the dead, rivolgeva un’esplicita accusa al consumismo e alla massificazione programmata della società moderna, Go Home si propone di utilizzare gli zombie come metafora di una società sempre più chiusa, spaventata, aggressiva nei confronti dei migranti, dei profughi, del “diverso da sé” in generale.

Il film vuole ribaltare la prospettiva, farci mettere nei “loro” panni.

Go home sarà realizzato in “multilingua”. Ci saranno scene in italiano, inglese, francese, arabo ma anche lingue africane (il tutto sarà sottotitolato).

L’intento è quello di rispettare il multilinguismo del continente africano, dando quindi anche una percezione verosimile e reale di ciò che succede, delle dinamiche e dei rapporti umani che possono venirsi a creare in un centro d’accoglienza.

Al film parteciperanno diversi attori africani (professionisti e non) attualmente richiedenti asilo, ospiti in diverse strutture della capitale.

Questa scelta è dovuta a diversi fattori.

Sicuramente il più rilevante è la consapevolezza di non poter descrivere e mostrare un vissuto così drammatico e complesso senza l’apporto di chi è stato costretto a viverlo sulle proprie spalle. La consapevolezza dello “straniero” e dell'”altro da sé” come valore aggiunto, come risorsa e non come disvalore.

Siamo convinti, insomma, che artisticamente sarebbe un contributo inestimabile.

Parallelamente, crediamo anche che la partecipazione di persone con un tale vissuto sia anche fonte di interesse per il pubblico.

Perchè crediamo che la paura, il razzismo, l’intolleranza, si possano combattere solo riuscendo ad osservare il mondo con gli occhi dell’ “altro”.

Luna Gualano (regista) & Emiliano Rubbi (sceneggiatore)

 

Locandina di Zerocalcare